“ Kaka Siah sbarca a …”

“ Kaka Siah sbarca a …”

Regia di Aram Ghasemy, con Aram Ghasemy, Sanaz Hosseini

Musica dal vivo: Arash Ghasemi (chitarra), Damoon Keshavarz(percussioni)

Tecnico: Marco D’Amico

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Kaka Siah si innamora della bella Taiare. Quando Taiare è costretta a partire per un paese lontano Kaka Siah si dispera e perde la sua famosa allegria. Un mago gli rivela che dovrà viaggiare per sette paesi prima di ritrovare il suo amore…

Lo spettacolo, che si ispira liberamente all’antica fiaba popolare Persiana di Amir Arsalan Namdar, accompagna i piccoli e grandi spettatori alla scoperta dei paesi lontani nel tentativo di aiutarli a comprendere meglio il fenomeno delle migrazioni nella società moderna. Lo spettacolo si adatta di volta in volta alle situazioni e ai luoghi che trova e al pubblico che incontra.

Durata: 40 minuti circa

Pubblico: dai 3 anni in sù

Siah e Tayareh Khanoom

Il personaggio del Siah (o Haji Pirooz, o Kaka Siah “fratello nero”, o nella sua forma di marionetta Mobarak) sta a metà tra il Pulcinella o l’Arlecchino della nostra Commedia dell’Arte e la figura del giullare medievale. Annuncia l’arrivo della primavera ed è il simbolo della felicità incondizionata. Come i giullari egli risiedeva alla corte dei re, ed usando un “grammelot”, una lingua storpiata e inventata si prendeva gioco del loro potere. Ma il Siah era altrettanto presente nel teatro di strada o in tempi più recenti nel teatro moderno. La sua figura era originariamente patrimonio delle compagnie di teatro che lo mettevano in scena con diverse forme di recitazione. Le sue caratteristiche sono, oltre al costume rosso e al viso tinto di nero, il tamburello, la storpiatura della parola e del tono di voce, le smorfie e le linguacce, e il ballo apparentemente scoordinato. Fino a un certo periodo è stato un personaggio sia maschile che femminile, ma in epoca cagiara la morale lo rende “sconveniente” per le donne. Le sue origini vengono fatte risalire agli schiavi africani che divertivano i loro padroni con scherzi spesso ambigui e ironici grazie alle loro differenze linguistiche, o più anticamente ai riti dei Sumeri legati al culto del dio dei sacrifici Domuzi, che veniva ucciso alla fine di ogni anno e fatto rinascere all’inizio del nuovo anno, che per i persiani coincide con l’arrivo della primavera astronomica (Noruz). Al di la delle sue misteriose e controverse origini quel che è sicuro è che il Siah è dispensatore di felicità per le brave persone, che riesce sempre a fare ridere e ballare, ma pronto agli scherzi pungenti nei confronti di chi ha la coscienza sporca…

Tayareh Khanoom è il personaggio femminile che spesso accompagna il Siah nelle sue storie e di cui quest’ultimo si innamora, con alterne fortune e in competizione con il cattivo di turno (il re, il ricco mercante, il capo dei soldati…).

Nell’Iran di oggi possiamo trovare il Siah nelle strade durante il Noruz, ma anche nel teatro colto tra coloro che studiano le tradizioni della cultura popolare.

 

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